cosa faccio - la meditazione sportiva

Nello sport i fattori psicologici sono fondamentali anche perché molti dei fattori fisici dipendono da quelli psichici. Uno sportivo agitato, che trema, che non ha controllo, che ha la mente impegnata nei pensieri, disperde energie e perde accuratezza nell’esecuzione del compito. I processi automatici – coinvolti anche nella fisicità sportiva- vanno avanti in modo fluido e garantiscono la naturalezza dei movimenti quando su di essi non è posta l’attenzione, volta al controllo degli stessi (“devo controllarmi”, “devo raggiungere quell’obiettivo”). In altre parole, più cerco di controllare, più è difficile avere il controllo, inibendo l’automatismo. La meditazione serve a facilitarlo, riducendo i processi di giudizio che tanto disturbano la capacità di stare nel qui ed ora. La meditazione, al pari dello sport, richiede allenamento: essa non richiede di fare vuoto mentale ma di portare l’attenzione sul compito ogni qual volta da esso i pensieri portano via. La meditazione facilita l’abbandono della pretesa del controllo aumentando l’equilibrio emotivo, sganciandosi da i processi cognitivi di ruminazione che molto disturbano il compito sportivo. Il tecnico in meditazione sportiva offre gli strumenti per esercitarsi in questo allenamento della mente, per aiutare il corpo.

 

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